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08/11/2011 08:26 |
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Il numero per le informazioni turistiche della regione Calabria è: 800550001
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Torre Marrana XIV secolo
Marrana Tower XIV century
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CAPO VATICANO NELLA DESCRIZIONE DI UN UOMO DEL NORD...
Praia i Focu Giuseppe Berto
"... appena la vidi, seppi che quella terra dalla quale si scorgevano quelle magiche isole era la mia seconda terra e qui sono venuto a vivere. Sta su di un promontorio alto sul mare, una punta di granito troppo vecchio che si sfalda precipitando, tempeste improvvise si spostano a sbattere venti selvaggi, qualche volta freddi quando vengono da nord, e qualche volta caldi quando arrivano dall'Africa vicina. Conosco il lungo cammino che il sole fa in un anno spostando il punto del suo tramonto: il 12 agosto scende giusto nel cratere dello Stromboli, il 23 settembre sparisce dietro Panarea, il giorno dei morti va giù proprio dietro la punta più alta di Vulcano, e poi mentre l'inverno si approfondisce a mano a mano sposta la fine delle giornate sempre più corte verso la sottile striscia di Milazzo, finchè a gennaio riprende la sua strada verso settentrione arrivando nel pieno dell'estate a sparire la sera molto più a nord dello Stromboli. Nelle giornate particolarmente limpide ho due vulcani nel giro dei miei occhi: lo Stromboli di fronte e l'Etna sulla sinistra, imponente pur nella sua grandissima lontananza. A nord ho l'aperto golfo di Sant'Eufemia con sullo sfondo le montagne dietro Amantea e sopra Cetraro e forse anche sopra Praia, dove sono già Basilicata. A sud ho il raccolto golfo di Gioia, chiuso dalla catena appenninica che si eleva nell'Aspromonte subito prima di rompersi nella spaccatura dello Stretto. La notte tutta la sponda di fronte è una catena di luci, sempre più luci e sempre più vive, perchè i paesi si ingrandiscono, si distendono sulle rive, si arricchiscono di lampade al neon luci lungo tutto un arco lunghissimo che termina nel lampeggiare stanco del faro di Milazzo, in mezzo battono con ritmi diversi le luci dello stretto, i fari bianchi di Scilla e di Messina, le lampade rosse dei porti e dell'elettrodotto. E' un panorama stupendo. E quando il giorno dalla punta del mio promontorio guardo gli scogli e le spiaggette cento metri sotto il mare limpidissimo che si fa subito blu profondo, so di trovarmi in uno dei luoghi più belli della terra". (G. Berto)
IL NOME "CAPO VATICANO"
Gli antichi conobbero il promontorio di Capo Vaticano e lo segnarono sulle loro carte col nome di "Taurianum Promontorium", nome che, in epoca romana, fu cambiato in "Promontorio Vaticano". Vaticano deriva da "Vaticinium" che significa oracolo, responso. La tradizione vuole che, nell'antichità, sul promontorio vi fosse un oracolo a cui i naviganti che provenivano da nord si rivolgevano prima di affrontare i vortici di Scilla e Cariddi e quelli che provenivano da sud chiedevano notizie sui popoli che avrebbero incontrato navigando verso nord. A tutti pare desse, in cambio di doni, il responso la profetessa Manto che dimorava in una grotta tra le rupi del Capo proprio di fronte ad uno scoglio che da lei prese il nome di "Scoglio Mantineo". E, non a caso, Mantineo deriva dal greco "mantéuo": rendo oracoli, do responsi. Oggi, Capo Vaticano è un semplice punto geografico che coincide con il sito dove si erge il Faro della Marina Militare. Tale denominazione è stata estesa, nel corso degli ultimi anni, a tutto il territorio del Comune di Ricadi. (Testo Pro Loco,1998)
CENNI STORICI
Il Comune di Ricadi per la sua felice posizione geografica e per l'amenità del paesaggio ha sempre costituito un polo di attrazione per molte popolazioni. Infatti, innumerevoli ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di vari insediamenti umani fin dall'epoca preistorica. In questi luoghi lasciarono tracce di un'antica e gloriosa civiltà gli Elleni, i Romani, i Bizantini, i Saraceni, i Normanni, le dinastie degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi e dei Borboni. Chiaramente, le diverse dominazioni hanno influito su vari aspetti della vita degli indigeni e in modo particolare sul loro modo di esprimersi. Infatti, la lingua parlata risente dell'influenza di parole di origine araba, francese, spagnola, germanica e soprattutto latina e greca. La storia dei paesi del "Capo" è legata a quella della vicina città di Tropea la quale per secoli esercitò il suo dominio su di essi che furono denominati "casali". Nel 1806 Giuseppe Napoleone re delle due Sicilie, in occasione della suddivisione del regno in Province, Distretti e Comunità, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone, Comunità di Tropea. Nel 1808, Ricadi con Regio assenso promulgato da Giuseppe Napoleone fu eretto libero Comune ed ebbe il suo primo Sindaco, un certo R.A. Avenia. In un primo momento pare che siano state assegnate a Ricadi le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti, S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò. In seguito, Brattirò fu distaccata dal Comune di Ricadi e assegnata a quello di Drapia e a Ricadi furono concesse, intorno al 1812, le frazioni di Lampazzone e Barbalaconi che appartenevano a Spilinga. Nel 1894 con la costruzione della line ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, il ricadese cominciò a muovere i primi passi sulla via dello sviluppo sia economico che sociale. Il resto è storia recente. (Testo Pro Loco, 1998)
UOMINI ILLUSTRI Giuseppe Antonio Ruffa (Scienziato) Agostino Petracca (Pittore) Giovambattista Petracca (Poeta e Letterato) Antonio Arena (Filologo Classico)
PROVERBI
I proverbi di Donna Sabella "Prima Natali no friddu e no fami - doppo Natali friddu e fame" "Avaru cu spragaru - ad agustu sugnu o paru" "U friddu i marzu - trasi int'u cornu du voji" "Fevraru curtu e amaru" "Na navi carriando - e na fimmina sciundendo - non riescerenu" "I figghji fimmini - su come gutti 'e vinu: vannu cacciati a lu mattinu" "I fimmini d'aguannu - su comu i fica 'i 'mbernu - non trovano u si maritano - e jistiminu u Pataternu" "I figghji su d'a mamma e la casa è d'a fimmina" "Pimmu s'arricchi 'nci voli - o lascitu o rilascitu - o na bona incornatura" "Cu voli anda - e cu no comanda" "Amaru cu non si raspa - a testa cu i mani suoi" "Cu paru non pigghjia - malu si consigghjia" "Diu u 'ndi libiri - d'i poveri arriccuti - e d'ì ricchi impoviruti" "Cu sumina chiova - nommu vaci scauzu" "Cu è sordu, orbu e taci - campa cent'anni in paci" "Addirizza u magghjiolu - quand'é figghjiolu" "Lignu stortu - u focu l'addirizza" "U' matrinoniu - è calatu du cielu" "Cu ammazza u porcu - è contentu n'annu - cu si marita è contentu nu juornu" "U Signuri 'nci manda - u pani tostu - a cu non havi denti" "Provviditi i pruvviduti - ca i poviri simu imparati" "Cu havi lingua - vaci 'nsino a Rruma"
I proverbi di Mastro Ciccio "A lingua nu havi ossu - e ruppi 'u mastrossu" "Quandu 'u ciucciu n'boli 'mbiviri - a' vogghjia 'nci frischi" "Cu non fa i fatti soi - c'a lanterna cerca guai" "'Na nuci 'nta nu saccu - non fa scrusciu" "Si fuji ti sparu, - si ti fermi ti curtejiu - si ti jietti 'nto puzzu ti pirdugnu" "I guai d'a pignata - u sapi a cucchiara ch'i manjia" "Cu vidi cchiù du mastru perdi l'occhji" "Cu' nesci quatru 'n po' muriri tundu" "Ciangiri u mortu su' lacrimi persi" "Cu si spagna u mori - nommu nesci" " 'Nci su cchjiu juorna ca satizzi" "Strata chjiana non ruppi carru" "A cani vecchiu non ci diri passi" "Trupiani e cani - 'a mu stai cu' lignu 'n mani" "Porci , cani e figghjioli - comu 'mpari i trovi" "Previti, monaci, picurari e sbirri - n'attaccari amicizia ca la sgarri" "Si grassa e non cundi" "Si curta e mala cavata" "Hai 'na mani longa e 'na curta" "L'omu da parola e u voji di corna" (Proverbi tratti da "Intorno alla Calabria" di G. Berto)
MITI E LEGGENDE
La leggenda di Donna Canfora Il racconto popolare di Donna Canfora, donna nobile e ricca catturata dai Saraceni, trasse origine dalla spiaggia di Torre Ruffa. Quando fu portata sulla nave, dopo aver salutato la sua costa, la sua terra natale, la sua gente si gettò in mare gridando: "Le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore". Donna Canfora scomparve tra le onde e da quel momento nel punto preciso della sua scomparsa le acque diventarono di un azzurro cangiante come le sfumature del colore del velo che la donna indossava. Quando l'eco, generato dall'infrangersi delle onde sulla battigia, si propaga nelle campagne adiacenti, i contadini raccontano ai loro figli la leggenda di Donna Canfora e dicono che quel fragore non è altro che l'accorato lamento con cui la bella donna rapita saluta ogni notte la sua casa e la sua terra natale. (Testo Pro Loco,1998)
LA WOODWARDIA RADICANS La Woodwardia Radicans ha trovato il suo habitat naturale nella valle del Torrente Ruffa (loc.Torre Ruffa). E' una felce tropicale molto rara appartenente alla famiglia delle Blechnaceae.

PANCRATIUM MARITIMUM (GIGLIO DI MARE) Erba perenne bulbosa appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae, si presenta con un fusto di 25-50 cm. e foglie lunghe 30-50 cm. larghe 1-2 cm avvolte a spirale, presenti solo alla base. I fiori sono disposti in un'ombrella di 4-10 elementi all'apice del fusto; in basso presentano un tubo verdastro di 5-8 cm. che si espande in sei segmenti, candidi internamente e lunghi 3-5 cm. contenenti una "corona" più bassa divisa all'apice in dodici lobi, molto profumati. Questa bulbosa contiene una potente tossina, tazzetina, con proprietà allucinogene e cardiotossiche. E' specie protetta dell'area mediterranea, delle coste atlantiche europee più occidentali, di quelle africane più settentrionali e delle Azzorre. La fioritura avviene tra luglio e settembre; sul nostro promontorio si può ammirare sulle spiagge di Grotticelle e di Riaci.
 Pancratium Maritimum
MULINI AD ACQUA Lungo il Torrente della Ruffa erano installati otto mulini idraulici, alcuni con architettura araba, altri a pinnata. Ne rimane uno solo attivo in località Lampazzone. Questi mulini rimasero efficienti fino al secondo dopoguerra, ma ormai sono da considerare, ove esistono ancora, patrimonio storico. Il grano e gli altri cereali erano portati al mulino a dorso di asini, ma anche sulle spalle degli uomini e sulla testa delle donne. L’Amministrazione comunale ha avanzato una proposta per la conservazione e la valorizzazione delle strutture architettoniche dei mulini e la realizzazione di un percorso denominato “la via dei mulini”.

EVENTI FOLKLORISTICI Ballo dei Giganti Mata e Grifone. I famosi fantocci di cartapesta: Mata la bella principessa indigena dagli occhi grandi e dalla pelle rosata e Grifone il principe moro innamorato vengono portati sulle spalle di un uomo e girano per le vie dei paesi al suono cadenzato dei tamburri eseguendo la danza del corteggiamento. Ballo del "Camijuzzu i Focu". Il "Camijuzzu" (cammello) simboleggia la cacciata dei Musulmani che per un certo periodo dominarono su tropea e sui suoi casali e riscuotevano tributi andando andando in giro sui loro cammelli, ma simboleggia soprattutto la resistenza alla prepotenza e allo sfruttamento.
 Giganti Mata e Grifone Ballo del "Camijuzzu i Focu"
EVENTI CULTURALI
Premio Letterario Giuseppe Berto istituito in seguito al gemellaggio tra i Comuni di Ricadi e Mogliano Veneto (10 ottobre 1986). Il Premio, gestito dai due Comuni, è destinato ad un'opera narrativa italiana e una straniera di scrittori esordienti. La cerimonia di assegnazione si svolge, ad anni alterni, a Mogliano e a Capo Vaticano generalmente nella prima decade di giugno.
EVENTI TEATRALI Rappresentazioni teatrali in piazza nel periodo estivo.
EVENTI MUSICALI Concerti di musica classica Concerti e spettacoli di vario genere in piazza
EVENTI SPORTIVI
Premio Sportivo Capo Vaticano istituito nel 1987. Il Premio si propone di aggregare tutti coloro che amano la Calabria, riconosce e promuove i valori educativi e popolari del gioco del calcio e premia tecnici, calciatori e giornalisti tra i più rappresentativi della realtà regionale e nazionale.
EVENTI RELIGIOSI Festeggiamenti in onore del Santo Patrono e di altri Santi venerati nelle varie frazioni del territorio comunale:
3 febbraio - S. Nicolò - S. Biagio 19 marzo - Orsigliadi e Brivadi - S. Giuseppe Lunedì di Pasqua - S. Maria - S.Maria Lauretana 13 giugno - Ricadi e Brivadi - S. Antonio 14 giugno - Brivadi - S. Basilio 29 giugno - Ricadi - S. Pietro 30 giugno - Ciaramiti - S. Paolo 2 luglio - S. Nicolò - Madonna delle Grazie 6 luglio - S. Domenica - S. Domenica 29 settembre - Lampazzone - S. Michele 5 novembre - Ricadi - S. Zaccaria (Patrono di Ricadi e dell'intero Comune) 6 dicembre - S. Nicolò - S. Nicola 10 dicembre - Torre Marino - Madonna di Loreto 13 dicembre - Barbalaconi e S. Domenica - S. Lucia
ORARIO ESTIVO SS. MESSE
2007
RICADI
Chiesa di S. Zaccaria
Feriale ore 19:30
Chiesa di S. Zaccaria e Chiesa di S. Pietro
Festivo ore 11:00 a domeniche alterne
S. MARIA
Chiesa di S. Maria Lauretana
Domenica ore 18:45 (da Luglio fino a metà settembre)
BARBALACONI - LAMPAZZONE
Chiesa di S. Lucia - Chiesa di S. Michele
Alternanza di chiese per le prime tre domeniche di ogni mese ore 9:30
ORSIGLIADI
Chiesa di S. Martino
Domenica ore 11:00
BRIVADI
Chiesa di S. Basilio Magno
Feriale (escluso sabato) ore 8:00
Sabato (Festiva) ore 19:00
Domenica ore 11:00
S. NICOLO’
Chiesa di S. Nicola
Feriale (escluso sabato) ore 19:00
Domenica (luglio e agosto) ore -9:30 - 19:00
S. DOMENICA
Chiesa di S. Domenica
Domenica ore 8:00 – 11:00 – 19:00
Chiesa di S. Anna
Sabato (Festiva) ore 19:00
PIAZZALE SPIAGGIA FORMICOLI
Chiesetta di S. Domenica
Sabato ore 20:00
TORRE MARINO
Chiesa della Madonna di Loreto
Domenica ore 9:00
CIARAMITI
Chiesa di San Paolo
Domenica ore 10:00
EVENTI ENOGRASTRONOMICI Sagra della Cipolla Rossa - Ricadi 13 agosto - Piazza Marconi.
 Campo di....................................... cipolle
DA VISITARE Le 13 Chiese: S.Anna e S.Domenica a S.Domenica - S. Paolo a Ciaramiti - S.Domenica a Formicoli - Madonna di Loreto a Torre Marino - S.Nicola a S.Nicolò - S.Basilio a Brivadi - S. Martino a Orsigliadi - S. Maria Lauretana a S. Maria - S. Lucia a Barbalaconi - S. Michele a Lampazzoni - S. Pietro e S. Zaccaria a Ricadi. Foto
Torre Marrana - Torre di avvistamento del XIV sec. Torre Ruffa - Torre di avvistamento del XVI sec.
 Torre Marrana Torre Ruffa
Museo dell'Arte Contadina C/o Palazzetto dei Congressi - Ricadi.
MERCATI SETTIMANALI
Lunedì a S. Domenica Giovedì a Ricadi Venerdì a S. Nicolò
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